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Mauro Angeloni e "G - Una storia di giustizia, gioia e galera"

Abbiamo chiesto a Mauro Angeloni di parlarci brevemente del suo ultimo libro uscito per Panda Edizioni. Vediamo cosa ci ha risposto:

 

Quando e perché ti è venuto in mente di scrivere il tuo libro?

La prima idea mi è balenata qualche anno fa, ma ha avuto una lunga gestazione fino alla versione finale, perché volevo che la storia prendesse corpo, in tutti i sensi, con i suoi tempi, un po’ come una gravidanza. Inoltre, ero alle prese anche con l’editing del libro precedente.

I perché sono tanti: in primis sono stato sollecitato dallo stillicidio impressionante di violenze sulle donne, dal rosario interminabile di femminicidi recitato quotidianamente dai mezzi di informazione. Soprattutto, però, mi interessava mettere a fuoco una storia con una protagonista femminile alle prese con un dilemma per lei fondamentale. Mi interessava entrare nella sua storia lacerata e nella sua psicologia, coinvolgendo anche il lettore in questo scavo e in questa indecisione esistenziale.

 

Quali sono i temi dominanti del testo?

Di fatto si tratta di una storia d’amore, per quanto difficile, estrema. Tuttavia, il libro tocca temi delicati, come il fine vita e l’eutanasia, i difficili rapporti tra i sessi, la violenza sulle donne e in misura minore l’inciviltà in genere. Per quanto riguarda il femminicidio, ho immaginato di ribaltare la situazione in modo un po’ distopico spostando la violenza, intendo quella subita, anche sul lato maschile della barricata. Inoltre, come recita il sottotitolo, si tratta di una vicenda che tocca la giustizia e la sua parziale, ma non perfetta, sovrapposizione con la legge. Si vive la gioia, quella dell’amore duraturo e della nascita di una nuova vita. Ma c’è purtroppo anche la galera, la condanna alla detenzione e poi alla privazione degli affetti fondamentali che colpisce a volte anche gli innocenti, persino i bambini.

 

Com’è vestire i panni dello scrittore, ancora una volta, e come sei evoluto nella tua scrittura?

I panni dello scrittore in apparenza sono comodi. In fondo sei da solo davanti a un pc e puoi scrivere tutto quello che ti passa per la testa. In realtà, scopri presto che serve una disciplina ferrea per portare a termine il compito che ti sei prefissato. E soprattutto serve tanto lavoro e tanta cura per far sì che il lettore sia interessato a ciò che scrivi, che non si distragga, non si annoi e non abbandoni il viaggio intrapreso insieme a te prima della fine. Per me la scrittura, la sua qualità stilistica e la sua efficacia, è decisiva quanto il contenuto, la storia e i personaggi. Nel tempo però ho cercato di alleggerirla, di renderla più scorrevole, senza però mai banalizzarla, senza toglierle personalità.

 

A chi consiglieresti il tuo libro?

Sarei tentato di rispondere: in primis alle donne, perché si parla molto di loro e con loro in questo libro, o almeno ci si prova. Ma non mi sembra il caso di fare discriminazioni sessuali, a maggior ragione in un libro che tratta questi temi. Anzi, credo che per un uomo sia forse ancora più interessante cercare di entrare nel punto di vista di una donna, per quanto particolare e pericoloso esso possa essere, proprio come ho provato a fare io scrivendolo. Ma in definitiva il libro è rivolto a chiunque sia disposto a entrare in un piccolo mondo di parole che non si propone solo di intrattenere il lettore, ma vuole coinvolgerlo, farlo riflettere, senza proporre tesi preconfezionate. Il romanzo è dedicato a chiunque sia interessato alla storia raccontata, ma allo stesso tempo non consideri la scrittura un elemento neutro, trasparente. Altrimenti avrebbe visto un film o una serie tv. Un libro è un libro.

 

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