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Il problema dell'aumento del costo della carta editoriale e le sue possibili conseguenze sul mondo del libro

Perché sta aumentando il costo della carta

p { line-height: 115%; margin-bottom: 0.25cm; background: transparent }a:link { color: #000080; so-language: zxx; text-decoration: underline } Come si fa la carta?

Una fabbrica indiana per la produzione di carta

Partiamo proprio dalle basi. Come si può vedere anche in questo video, la carta per i libri si produce partendo da diversi tipi di legno, che viene ridotto in cippato, poi truciolato e bollito, sbiancato in colonne alcaline al cloro e spalmato in grandi fogli di pasta di cellulosa. Questi fogli vengono poi mandati in grandi essiccatori a rulli in cui la pasta viene seccata, passando dal 95% di umidità al 5%.

Tutta questa procedura richiede, comprensibilmente, legno (tanto legno), acqua ed elettricità.

Tutti questi componenti iniziali hanno avuto rialzi dei costi, a partire fin dal 2019, e l'inizio del 2022 vede l'esplosione finale di un processo iniziato molto tempo fa.

C'è davvero un problema con la fornitura della carta editoriale?

Il legno come base per la produzione della carta

Andiamo a vedere punto per punto i problemi dei principali componenti della carta.

Il legno è stato comprato in blocco da cinesi e austriaci, anche approfittando della famosa (per noi) tempesta Vaia, che ha sradicato interi boschi del Veneto nel 2018. Anche perché la carta per fare i libri... in Italia non viene più prodotta. È molto più facile, per le aziende, produrre il cartone, più economico e ad alto ricarico data l'aumentata richiesta per il mercato degli store online. Dunque la carta grafica editoriale viene fatta soprattutto all'estero... ma come fare se il diesel per il trasporto aumenta di quasi il 30%? O se la filiera del trasporto su nave si interrompe, o se il mercato dei container vede quintuplicare il costo per container singolo?

L'aumento del costo del diesel nel corso del 2021

L'acqua: oggi per fortuna da noi sta piovendo, ma se è notizia dei giorni passati il rischio blocco di produzione delle cartiere in caso di siccità. Perché, se non c'è acqua, non si può far bollire il legno per farlo diventare pasta di cellulosa.

Infine l'elettricità, per far scaldare i rulli e seccare la carta: la bolletta energetica è aumentata in modo vertiginoso, sia per l'utente finale, che per le industrie. Tanto che alcune industrie energivore, come quelle cartarie, hanno inizialmente pensato a interrompere la produzione (il costo per produrre una tonnellata di carta era superiore al prezzo venduto), salvo poi riaprire... con i prezzi finali aumentati del 20-30%.

Come giustamente previsto anche dall'AIE, i rischi sono sostanzialmente due: il primo è che l'aumento del costo della carta grafica aumenti i prezzi di copertina dei libri. Che dunque potrebbero essere venduti in minori quantità, dato che costerebbero di più... Il secondo rischio è che potremmo non trovare più le ristampe! Ebbene sì, perché in Italia il prezzo finale del libro è deciso (per legge) dall'editore, che è obbligato a stamparlo in quarta di copertina. Se questo accorgimento era stato un vantaggio (per evitare corse al ribasso da parte della filiera), ora rischia di essere un boomerang, perché se l'editore due anni fa aveva fissato poniamo 10€ il prezzo di un libro, oggi ristamparlo gli costa il doppio! E rischierebbe di andare in perdita, e dunque o fa una nuova edizione (nuovo isbn, nuova copertina, nuova prima tiratura) oppure la ristampa semplicemente non la fa...

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