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Che cosa possiamo fare per migliorare il mondo? - Panda per il sociale

Ma questo mondo qua... cosa possiamo fare, di concreto, per migliorarlo?

 

Come lasciare ai nostri figli un posto leggermente migliore di quello che abbiamo trovato al nostro arrivo?
Queste domande partono da una discussione in famiglia, ma sono temi che possono interessare noi tutti, e che ci riguardano da vicino. Spesso ci sentiamo impotenti di fronte ai massimi sistemi, ai poteri oscuri che ci opprimono, costringendoci a subire tecnologie, spie informatiche, tracciamenti o manipolazioni del pensiero di massa. Ma dunque, dove sta la nostra libertà di agire, pensare, migliorare questa grande palla di roccia?
Prendo spunto da un servizio sentito alla radio ieri (ma che non trovo, c'è solo quello al servizio in televisione a questo link), poi ho approfondito e svilupperò il discorso in modo più ampio.

 

Nel 1992 Milena Pallamin, appena laureata, veniva falciata sulle strisce. Qualche anno dopo, ricevuto un indennizzo dal processo, suo padre Severino con mamma Nives e il fratello Nico decidono di onorarne la memoria impiegando quella somma per fare del bene. Individuarono una zona del Senegal che aveva particolarmente bisogno e lì partirono, nel 2001, con l'associazione Pallamin Milena Onlus (qui trovate il sito e qui la pagina Facebook). Severino aveva un'impresa edile, e con la sua esperienza ha aiutato la popolazione a crescere in capacità e lavoro. Dopo 19 anni, sono stati realizzati una sala polivalente, un acquedotto, un centro scolastico con 8 aule e un'infermeria e il restauro di una chiesa. La vita di quel villaggio è radicalmente cambiata, e ancora cambierà.

 

Ovvero facciamo un riassunto: cosa poteva fare Severino? Prendere e partire, e aiutare chi era nel bisogno, migliorando con le sue competenze e il suo impegno la vita di altri. Molti altri.

 

E questo vale non solo per Severino e la sua famiglia, ma per moltissimi altri. Mi vengono in mente le esperienze di Gianpaola, per esempio, che con il suo impegno per l'Africa in Kenia sta facendo una cosa molto simile a quella di Severino attraverso l'associazione Kukua Pamoja e ha descritto l'attività nel suo libro “Il cuore della mia Africa”. Sempre Gianpaola con il libro precedente “L'Amore che resta” aveva avuto modo di collaborare con la De Leo Fund onlus che si occupa del sostegno alle persone che hanno subito una perdita traumatica. Mi è poi venuto in mente Andrea Berton, che con la Mummy & Daddy onlus aiuta a distanza (ma non solo) un orfanotrofio in India.

 

Oppure l'attività di volontariato e missione dei donatori di sangue AFDVS – Anzù Celarda Villapaiera, che permette di intervenire in molti Stati poveri del mondo. Oppure la pregevole e benedetta iniziativa dell'OPSA (Opera della Provvidenza di Sant'Antonio), che si occupa dell'assistenza delle persone gravemente disabili (andateci, è una visita che vi può cambiare la vita, ed è a Sarmeola di Rubano). O ancora l'attività della Città della Speranza, che è in prima linea nella ricerca di oncologia pediatrica e permette di ricevere diagnosi e protocolli in tempi brevissimi per i piccoli malati che lo richiedono (c'è una storia bellissima alle spalle). O anche l'attività del Progetto Luciano, promossa da Graziano Turrini, che permette l'aiuto di molte attività nicaraguensi. O per stare più vicini, l'attività impegnativa ma pregevole dell'Associazione Annalisa Durante, che ha aperto una biblioteca per portare avanti la memoria di Annalisa Durante, vittima innocente alla sola età di 14 anni, in uno scontro a fuoco tra bande rivali nel rione di Forcella a Napoli. O se vogliamo restare più vicini, chiedete al vostro parroco...

 

Tutte queste realtà non hanno bisogno solo di soldi, ma anche di libri, di sostegno, delle nostre capacità: potremmo pulire i pavimenti, per dire, o mettere a disposizione le nostre conoscenze – informatiche, social, marketing – o un po' del nostro tempo, o anche solo far conoscere queste realtà alla nostra cerchia di familiari o amici. Se noi non possiamo, magari qualcuno di loro può o vuole dare una mano, ma non sa da dove partire...

 

Queste sono le cose che mi sono venute alla mente, ma sono sicuro che ce ne sono molte altre, che vale la pena approfondire, conoscere, sostenere, non esclusivamente partendo per altri continenti (cosa che in questo periodo tra l'altro è sconsigliabile). Ma nel nostro piccolo, ognuno di noi può fare qualcosa, per chi non ha. Anche in questo periodo difficile, che per altri può diventare ancora più difficile.

 

Sitografia:

 

https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2020/06/ven-Veneto-Senegal-Severino-Pallamin-volontariato-Africa-3aa0013f-926e-4298-9b19-172d71b85e57.html

 

 

 

http://www.onluspallamin.org/index.html

 

 

 

https://www.facebook.com/InLovingMemoryofMilena/

 

 

 

https://www.facebook.com/harambee.kukuapamoja

 

 

 

https://www.deleofund.org/

 

 

 

https://www.fidasfeltre.it/le-sezioni/anzu/

 

 

 

https://cittadellasperanza.org/

 

 

 

http://www.progettoluciano.org/index.html