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Editoria italiana: il 2020 l'anno del risveglio?

E sarebbe anche ora, si dirà, dato che è dal 2010 che il mercato “è in crisi” (ma questo è sempre un grande mantra dei commercianti che non capiscono le dinamiche).

 

Due le notizie positive: la prima è che sta per essere approvata in via definitiva la nuova legge sul libro. Notizia che, manco a dirlo, divide gli editori. Neanche fossero una componente politica... I grandi editori (che fanno capo ad AIE, ma non solo, dato che siamo iscritti anche noi) dicono che la legge contrarrà di fatto la capacità di acquisto delle famiglie. I piccoli editori (che fanno capo ad ADEI, gli editori “indipendenti”) sostengono invece che questa legge difenderà loro, in primis, e i librai. Chi avrà ragione? Solo il mercato lo dirà, e saprà farsi sentire bene.

 

La seconda riguarda proprio il mercato: sembrerebbe che sia in salute, dato che i dati resi noti nei giorni scorsi danno il mercato in crescita sia per copie vendute che per valore assoluto. Tutto oro quel che luccica? Non proprio: il tasso di lettura rimane comunque uno dei più bassi in Europa, e inoltre ci stiamo dimenticando un grande attore: il self publishing, che ormai vale circa la metà dei titoli pubblicati (quando si dice che gli editori pubblicano troppo viene da replicare diversamente... d'altra parte stanno diventando sempre meno importanti).

 

D'altra parte, è anche vero che autopubblicarsi significa senza dubbio guadagnare meno: secondo una statistica americana (seria), non solo i guadagni degli autori sono in caduta libera (meno 50% negli ultimi sette anni), ma gli introiti per gli autopubblicati sono comunque inferiori del 58% rispetto agli autori pubblicati con editoria tradizionale. E per chi sostiene che 6000$ all'anno siano pochi, vi ricordo che il mercato americano vale circa 9 volte quello italiano... fatevi un po' di conti.

 

Una notizia invece negativa: ci ha colpito quanto successo a Milano pochi giorni fa. Una scuola materna ha sostenuto di non riuscire più a gestire la biblioteca interna, e cos'ha fatto? Ha buttato i libri per strada... che pessimo messaggio per i propri alunni, e per la città. Fortunatamente gli anticorpi culturali dei cittadini hanno reagito a questo scempio, e si è attivata una rete spontanea di raccolta e recupero. Però che cosa vergognosa, gettare i libri come fossero spazzatura...