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Buchmesse di Francoforte 2019: la nostra esperienza

Come raccontare la fiera del libro più grande del mondo?

Proverò a farlo partendo dalle sensazioni che questo evento mi ha provocato, è un esperimento, non è detto che riesca bene eh. Portate pazienza, ma se siete curiosi... sarà un bel viaggio.

Mi sono sentito piccolo

Che per me è strano, piccolino proprio non sono. Ma di fronte a questa enormità, a questi spazi... è stato inevitabile. Atterrare in uno degli scali aeroportuali più grandi del mondo (undicesimo in classifica, terzo in Europa), notare fin da subito l'efficienza di un treno elettrico che collega i terminal, la segnaletica che ti porta dove ti serve (più o meno) e prendere il treno per la città... è un'esperienza che anche solo a Venezia (o Treviso ancor peggio) ti sogni. La fiera, poi, è immensa. Per dire: a Torino quest'anno c'erano circa 1000 espositori (dichiarati), a Francoforte 7300. Come dire: almeno sette volte tanto. E per chi è stato a Torino, sarà facile capire che tre giorni non sono bastati per girare bene la fiera.

Se a Torino ci sono tre padiglioni da un piano, a Francoforte ci sono cinque padiglioni, ciascuno da due-tre-quattro piani. Certo, ci deve stare tutto il mondo...

E da tutto il mondo sono arrivati gli editori: quelli grandi, quelli piccoli, quelli bellissimi e quelli onestamente ridicoli, infine quelli davvero incomprensibili.

mi sono sentito futile

Con tutti questi milioni di libri e migliaia di espositori, io che ci faccio qui? Sono un editore piccolo, orgoglioso di ciò che faccio, ma davvero una formica di fronte a gruppi editoriali con centinaia di marchi (vedi Hachette, oppure Planeta).

Eppure ci tengo a portare alcuni dei miei libri qui, per far vedere che ci sono anch'io, che faccio dei libri che ritengo belli e meritevoli. E poi perché sono curioso: ho ficcato il naso in stand molto belli, con libri interessanti, ho chiacchierato con persone di diverse nazionalità, ho preso cataloghi e biglietti da visita con chi cercherò di parlare meglio l'anno prossimo, fatto foto ai libri che mi sono piaciuti... e quelli che mi hanno fatto ridere tanto.

Mi sono sentito una persona allegra

Di fronte alla cupezza grigia della Germania, anche Castelfranco Veneto diventa un'oasi di splendore e allegria. Vedere persone sorridere, chiacchierare, gustarsi il sole in una piazza antica di secoli... dimenticatevi tutto questo. A Francoforte domina lo standard architettonico “cubo grigio”, per terra non ci sono cartacce, i tubi di aerazione a vista sono pitturati di fresco, non c'è casino in treno, i treni “arrivano in orario” ma come diceva la nostra agente francese “sono diciotto anni che vengo in fiera ma ancora oggi ogni mattina apro la finestra dell'albergo a Francoforte e mi viene voglia di suicidarmi”.

Unica fonte di allegria: la buona compagnia. Alessandro mi ha fatto da interprete, traduttore, autore (indispensabile il suo contributo per definire gli ultimi dettagli della traduzione in tedesco del suo libro sui tramezzini) e amico e compagno di romantiche passeggiate in riva al fiume e ottime bevute a ettolitri di birra a testa. La sua definizione di Francoforte? “Sembra Gotham city”, e non gli do torto.

Mi sono sentito bene

Partecipare alla fiera, esporre e guardare i libri, miei e degli altri, mi ha fatto sentire parte di un mondo culturale importante, fiero, con ampie prospettive di crescita. Ci vedremo l'anno prossimo, Frankfurt!