Il pervertito

di

Pagg. 190

Cm 14x21

 

A prima vista il titolo potrebbe far pensare ad un acre ed eversivo romanzo dei genere di De Sade, ma il contenuto, in realtà, costringe a ridimensionarne il significato.Il romanzo si può facilmente scomporre in un trittico tematico ben distinto: una parte erotica, una autobiografica ed una parapsicologica, con un interessante inserto sulle presunte possibili origini provinciali parmensi di Buffalo Bill.
La storia narra di un giovane elettrotecnico che dalla provincia cremonese si reca per lavoro a Milano. Il rapporto occasionale con due prostitute, di cui una nigeriana, gli acuisce una nevrosi sopita, quella di essere un pervertito, dedito alla masturbazione e a qualche rapporto omosessuale. Ricorso alle cure di uno psicanalista, il protagonista, Dario Argenti, nelle sedute a cui si sottopone riesce a ricreare con nitidezza il mondo della sua infanzia, descrivendo con semplici ma vividi tratti le persone che hanno segnato il corso esistenziale della sua adolescenza, in primo luogo i familiari, quasi tutti ormai scomparsi.Le sue capacità medianiche gli consentono di entrare in contatto con gli spiriti dei trapassati della sua famiglia e dialogare amorevolmente con essi ed avere da essi ragguagli e spiegazioni difatti a lui ancora non pienamente chiari. Dopo la parentesi parapsicologica il racconto procede con la descrizione, anche esplicita, della sue relazioni amorose eterosessuali, tra le quali quella con una danarosa amante che gli consente, tra l’altro, di poter prendersi cura della prostituta nigeriana che, affetta da AIDS, aveva urgente bisogno di particolari e costose cure mediche.Questa buona azione rappresenta per lui l’agognato riscatto di un non proprio corretto comportamento filiale verso i genitori.

 

Il pervertito

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