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Prefazione di Luciano Nanni Recensioni
Una raccolta poetica rappresenta sempre un evento importante
essendo - in sostanza - un atto d'amore: sapersi riconoscere
attraverso la parola in una società che raramente
coincide con il mondo interiore e realizzare con la scrittura
quel sogno che il poeta desidera e al quale ci introduce.
Nel titolo esiste un'affinità, anzi un percorso: dalle Intonazioni,
e quindi il suono, alla luce, elemento primario della fisica:
le vibrazioni indicano movimento nella continuità-fissità
di un principio.
Per affrontare un'opera di questo tipo vi sono due linee
fondamentali: la forma e l'espressione, che unite creano lo
stile. Ma la parola ha una facoltà pressoché unica nel campo
delle arti, poiché comunica anche il pensiero.
Sulla parte formale non mi soffermo più di tanto: Sato conosce
i ferri del mestiere (metrica) e li utilizza con quelle
finalità che portano al contenuto dei testi. Di fronte a tanta
poesia che oggidì si produce, deprivata di qualsiasi rapporto
formale e svolta in modo istintivo e spesso corrivo,
qui c'è attenzione al timbro, alla versificazione intesa come
struttura, libera fin che si vuole, ma in grado di conferire
armonia e coerenza all'insieme. Per esempio, la serie di novenari
dattilici (Nell'Alba) è interrotta al penultimo verso da
un ottonario, ingenerando un effetto che mette in evidenza
il sostantivo di chiusa; stesso discorso vale per gli ottonari
di Arcobaleno: al v. 9 ‘Scorre al ritmo dell'onda' si ha dialefe;
idem per i senari di Venezia, dove la sineresi raggruppa secondo
il metodo antico quattro vocali: ‘puoi avere visioni'
(v. 8).
C'è in questa poetica non solo l'adesione al tema - che nasce
in più occasioni, da uno stimolo (La farfalla sul limone), da
Prefazione
un impegno umano e sociale (Handicap), da un luogo (Gargano)
- ma ampia gamma di sfumature e lievità di accenti,
particolarmente nelle liriche a verso sciolto, ad es. Vedere: la
sensibilità tocca le corde intime dell'emozione in una visione
che è anzitutto spirituale.
La natura è presente e viene ricondotta alle sue figure più
affascinanti, talvolta misteriose: la ritroviamo nelle brevi
composizioni del Diario d'acqua; nella seconda l'iniziale fervore
si placa in una stasi sognante; nella quarta (Smeraldo)
emerge la perfezione del linguaggio, cioè fusione tra vocabolo
e senso, e dopo l'incipit ‘Oggi il mare è una perla'
(metalepsi) la forte incidenza fonica si smorza, quasi parabola
che vibri silenziosamente, ‘curva [che] tocca l'infinito
| appena'; avverbio quest'ultimo che preso a sé non ha
risonanza, ma che nel testo conclude con sottigliezza di
relazioni tra significato e segno o suono, pervenendo a una
notevole resa stilistica.
Una pur breve nota ai disegni ispirati ad alcune poesie è
doverosa: felice connubio che traduce sul piano visivo sia
il dato figurativo che i simboli (si veda Chiesa di sabbia), specialmente
nei testi a soggetto marino,
Questa integrazione ha quindi carattere creativo e fornisce
un'ulteriore prospettiva dei fenomeni d'arte, i quali colgono
ciò che l'occhio comune non scorge: sta al poeta ‘indagare'
la realtà e farsi veggente (A. Rimbaud) per sfuggire alla
precarietà del tempo e delle cose e ricollegarsi alla stessa
origine del Verbo.
Luciano Nanni
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