Home < Poesia - autori vari < Poesie (scelte e tradotte da Mario Gorini)
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Pagg. 136
Cm 16x20
Prezzo: 7 Euro
Cod. 1002
Testo tratto dalla prefazione di Mario Gorini
Emily Dickinson ha suscitato sempre l'interesse degli studiosi che hanno universalmente riconosciuto in lei la rivelazione di un temperamento artistico d'eccezione, che con la sua opera ha anticipato le sorprendenti intuizioni estetiche che hanno influenzato tutta la poesia decadente d'oltre oceano ed europea e sottratto la cultura nord-americana dall'influsso inglese. La freschezza della sua ispirazione crea un ricco contrappunto fra passato e presente. La Dickinson guarda ai grandi temi della vita, raggiungendo con i mezzi più semplici, una potenza espressiva di rara bellezza. La sua semplicità non è frutto d'inesperienza linguistica, ma è risonanza di un'intensa voce poetica, forte, commossa, squillante, confidenziale, che non parla solo in nome di se stessa, ma anche per gli altri.
E non avrò vissuto invano
se potrò impedire a un cuore di spezzarsi;
se una vita che soffre potrò addolcire...
Con viva e sofferta partecipazione, Èmily riesce ad umanizzare il trascendente, attraverso la trasfigurante luminosità della sua fantasia metafisica, dominata da una sorta di stupore cosmico, da un sentimento di mistica ebbrezza. Le sue estatiche visioni, i suoi candidi entusiasmi, le sue ansiose domande, i suoi simboli, le sue allegorie, sembrano germinare per incanto, al di là delle corporee apparenze. i suoi febbrili scoramenti di donna, le sue attese deluse, insorgono da una meditata vastità, anche quando si trasmutano in immagini astratte o si rivestono di magici gioielli barocchi e di colori decisi e lucenti.
Sicuri nelle stanze d'alabastro,
inviolati dall'alba al meriggio,
dormono i miti membri della Resurrezione
sotto travi di raso e tetto di pietra.
Leggero su di loro ride la voce del vento
nel suo castello solare...
Due sono le caratteristiche più moderne che si riscontrano con frequenza nel linguaggio della poetessa: una è l'uso estroso della strofa gnomica vagamente ambigua e talvolta indecifrabile, che rende più concettosi e fulminei i pensieri; l'altra è quella di spezzare la costruzione sintattica con cesure, assonanze ed improvvise folgorazioni perché le metafore, le analogie e le immaginose trasposizioni mentali aderiscano con più vibrazione ai moti della sua anima. E con questo procedimento Emily si libera delle costrizioni della tradizione e si colloca rispetto al suo tempo, all'avanguardia. È vero che talvolta le metonimie, le perifrasi e certe immagini stravaganti fanno scadere il tono a livello prosastico, a scapito della poesia; ma pur nel disordine formale, non viene mai rotto il rapporto tra l'uomo e la realtà universale.
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